welfare di comunità

Da oltre trentacinque anni collaboriamo con amministrazioni pubbliche, imprese, enti del terzo settore e comunità locali per promuovere qualità della vita, innovazione e coesione sociale attraverso modalità partecipative e cooperative. Servizi, programmi e progetti innovativi, politiche sociali e socio-assistenziali Che tu insegni alla scuola primaria o alla secondaria, la chiave è scegliere con consapevolezza gli approcci didattici più adatti, combinando metodologie innovative e strategie operative mirate. 📌 Una metodologia è davvero inclusiva solo se consente a ogni cocacasino-it.com/bonus studente – con o senza bisogni educativi speciali – di partecipare attivamente al processo di apprendimento, senza sentirsi escluso o “adattato a posteriori”. Le metodologie inclusive mirano a rimuovere le barriere all’apprendimento, attraverso personalizzazione, accessibilità e valorizzazione delle differenze individuali.

Collabora con l’associazione Communia, nell’ambito della progettazione locale ed europea. Con Metodi svolge attività di formazione e consulenza sulle forme di coprogrammazione e coprogettazione tra pubblico e privato. Le diverse esperienze politiche (è stato Sindaco ed Assessore al Welfare) e professionali maturate, gli hanno permesso di sviluppare un pensiero e uno sguardo articolato sui temi del welfare.

Gli esperti indicano che le pratiche di formazione più efficaci, sono proprio le pratiche attive, come l’apprendimento collaborativo ed i piccoli gruppi di lavoro, che risultano altamente produttive per attivare negli studenti, il conflitto cognitivo e la ricerca collettiva di risultati alle varie problematiche. Attualmente si occupa di progettazione e facilitazione di reti sociali in contesti a dimensione quartiere, finalizzate alla co-costruzione di percorsi comunitari. Ha contribuito al consolidamento e all’evoluzione della coprogettazione nel territorio lecchese – tra le prime innovative esperienze italiane – fino alla costituzione dell’Impresa sociale Girasole, esperienza di partenariato pubblico-privato d’interesse nazionale. Collabora con l’Istituto Italiano di Valutazione nella valutazione di progetti socio-educativi e di prevenzione. Dopo aver completato gli studi in economia politica e sociologia e un Master in metodologia della ricerca qualitativa, ha maturato esperienze nel settore delle ricerche di mercato.

  • Un’opera unica nel panorama internazionale, pensata per te che insegni nella scuola secondaria e vuoi essere consapevole, motivante, efficace e creativo.
  • È responsabile di Anno Unico, servizio per il contrasto all’abbandono scolastico, in cui ha sviluppato approcci e strumenti innovativi per il lavoro con adolescenti in difficoltà.
  • In senso stretto, un metodo didattico è un insieme di azioni strutturate che guidano l’insegnamento e l’apprendimento secondo una sequenza ordinata e riconoscibile.
  • Più vicino alle sue origini, concentrando nuovamente gran parte delle puntate sulla ricerca delle persone scomparse e sul sostegno alle loro famiglie, cancellando (o riducendo al massimo) i focus dedicati ai casi della cronaca nera nazionale.
  • Dopo aver completato gli studi in economia politica e sociologia e un Master in metodologia della ricerca qualitativa, ha maturato esperienze nel settore delle ricerche di mercato.

Prima di entrare nel vivo della puntata, Federica Sciarelli ha voluto rivolgere un pensiero al pubblico che l’ha seguita per oltre due decenni, ringraziando quella che ha definito una vera comunità, costruita nel tempo grazie alla fiducia reciproca tra telespettatori, redazione e familiari delle persone scomparse. La puntata in onda ieri sera – mercoledì 1° luglio 2026 – non è stata soltanto il finale di stagione dello storico programma di Rai 3, ma un vero e proprio passaggio di testimone che ha commosso telespettatori, redazione e molte delle famiglie che negli anni hanno trovato nella trasmissione un punto di riferimento. La candidatura che appare più accreditata è quella di Veronica Briganti, inviata storica della trasmissione e volto già conosciuto dal pubblico. Nel messaggio hanno anche espresso la convinzione che senza Sciarelli al timone “Chi l’ha visto? non sarà più lo stesso”, pur augurando ogni bene alla giornalista per il suo futuro. Proprio Filomena ha rivolto alla giornalista un messaggio carico di riconoscenza, ricordando il suo impegno costante e il sostegno dato alla famiglia durante gli anni più difficili.

Psicologo e mediatore di comunità svolge attività di consulenza, facilitazione e progettazione nell’ambito del lavoro sociale e dello sviluppo di comunità. Realizziamo percorsi di studio e analisi di problemi e contesti sociali favorendo il dialogo costruttivo fra sapere professionale e sapere esperienziale allo scopo di produrre cambiamenti positivi nella vita delle persone e dei gruppi interessati all’intervento Nella gestione delle attività privilegiamo metodologie di tipo attivo e cooperativo basate sul coinvolgimento diretto dei partecipanti e la valorizzazione dell’esperienza dei singoli, dei gruppi e delle organizzazioni.

Con Metodi è impegnata a sviluppare metodologie partecipative e biografiche art-based all’interno di progetti di welfare generativo e di comunità. È docente a contratto presso Università degli Studi di Bergamo per l’insegnamento di metodologia della ricerca educativa e di metodi e tecniche di valutazione della ricerca educativa. Collabora con l’area progettazione e sviluppo e contribuisce alla crescita dell’area psicologica, comunicazione e fundraising.

Piera e Pietro hanno definito Sciarelli “una professionista, una donna e un’amica”, sottolineando il rapporto di fiducia costruito in oltre vent’anni di collaborazione. In studio sono intervenuti Gildo e Filomena Iemma, fratello e madre di Elisa Claps, una delle storie più seguite da Chi l’ha visto? È stata segnata anche dalle testimonianze di chi, negli anni, ha vissuto accanto alla redazione una lunga ricerca della verità. L’emozione era evidente già nei primi minuti della trasmissione. Vuoi essere sempre aggiornato sulle ultime news su TV, personaggi e gossip?

In conclusione dell’editoriale, Signorini ringrazia Marina Berlusconi e suo padre, ma anche i vertici del Gruppo Mondadori, i colleghi, la sua redazione e i lettori. “Lo scorso ottobre ho concordato con l’azienda che a breve avrei lasciato anche la direzione editoriale di Chi. Inizia così l’editoriale scritto da Alfonso Signorini, in pubblicazione sul prossimo numero di “Chi”, il magazine di cronaca rosa che dirige da ormai 20 anni (in uscita il 4 marzo 2026) e che ha deciso di lasciare per dedicarsi ad altro.

Le metodologie didattiche attive più efficaci si realizzano in un’ambiente di apprendimento ove è presente uno stile relazionale flessibile, che fornisca spazio di manovra agli interessi degli alunni e ai loro vissuti. Ha esperienza nella ricerca quantitativa e qualitativa psicosociale, in particolare nell’ambito della prevenzione, dell’assessment di comunità e della valutazione dell’impatto sociale (VIS). Collabora con Metodi su temi legati alle tecnologie di comunità, media education e pastorale digitale, approfondendo le modalità con cui le tecnologie possono generare nuove relazioni e alimentare quelle esistenti. Dottore di ricerca in sociologia, è docente di politiche sociali al corso di laurea triennale in Scienze dell’Educazione e al corso di laurea magistrale in Scienze Pedagogiche dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca.

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